Il Progetto Cesano o il cosiddetto Parco agro-fluviale del Cesano si estende in una vasta area che comprende la località Cesano di Senigallia, l’omonimo fiume, la Bruciata, la collina della Donnella, Montedoro, il paese di Scapezzano e la valle del Trocco.
Si tratta di un “parco virtualeâ€, immaginato e disegnato dagli Amici della Foce del Fiume Cesano, che d’accordo con i residenti, tende a salvaguardare l’ecosistema ambiente, la natura, il paesaggio rurale e l’agricoltura rispettosa del suolo. Naturalmente la salute dell’uomo e degli animali. Nel suo ambito vi sono molte specie faunistiche e floristiche importanti, alcune delle quali rarissime e protette dalla Regione Marche (come detto l’Iris fetidissima e Dracunculus vulgaris). Un ambiente dove la presenza dell’uomo è ancora diffusa nel territorio e la cordialità rurale è sempre viva.
Nel parco, percorrendo la strada della Bruciata, si possono visitare la vecchia fornacetta, che si trova nei pressi del ristorante Vecchio Ranch, il Pioppeto, che dista pochi metri dallo stesso ristorante, la collina di Montedoro, che nella parte più alta ospita una vecchia chiesetta rurale e di fronte, verso Scapezzano, conserva ancora tracce di una delle più vecchie testimonianze boschive ovvero la “selva di Montedoroâ€, infine, salendo ancora, la panoramica collina della Donnella nel versante del fiume Cesano.
Scendendo verso il fiume, lungo la strada della Bruciata, si può incontrare il vivaio forestale e, dopo un paio di chilometri, verso l’interno, si raggiunge l’Osteria sul Lago dove si possono ammirare alcuni piccoli laghi e suggestivi viali in terra battuta, costeggiati da gigantesche querce e rari pioppi bianchi. Di qui è possibile affacciarsi verso il fiume e, con un po’ di pazienza, osservare uccelli acquatici ( airone cenerino, garzette, ecc.) ed ascoltarne canto e voce. Chi preferisce percorrere il versante sud, da Via Donnella può girare verso Scapezzano, fermarsi sulla panoramica balconata e ridiscendere in bici o a piedi verso la Valle del Trocco o nella strada delle Cone per ritrovarsi nei pressi del Centro commerciale di Cesano.
Contigue al “parco agro-fluvialeâ€, verso l’interno della Valle del Cesano in località Bruciata, troviamo le Terre di Frattula. Si tratta di una recente scoperta storica tramite lo studio delle “Carte di Fonte Avellana†dalle quali sono emerse interessanti notizie riguardanti il periodo medievale quando la gestione di quelle terre era affidata ai monaci avellaniti, che potremmo definire “cristiano-sociali†per tipo di contratto e di rapporto innovatore e democratico instaurato con i contadini ed i braccianti. Un attraente spaccato di storia da ascrivere all’operato dei Monaci di Fonte Avellana.
Le Terre di Frattula, oggi note anche per il Salame di Frattula, con le loro carni derivanti dal “Suino di Frattulaâ€; una produzione incentrata in quel di Castel Colonna, si estende poi in un vasto territorio comprendente cinque Comuni ed alcune importanti località : appunto Castel Colonna, quindi Francavilla, Monterado, Santa Maria in Portuno, Corinaldo, Ripe, parte di Senigallia, Roncitelli, Scapezzano, Montedoro e la Bruciata.
Seguendo ancora il percorso verso l’interno troviamo, dopo Santa Maria in Portuno, la località Madonna del Piano di Corinaldo, il parco archeologico di Suasa e, proseguendo ancora, passiamo per San Lorenzo in Campo, Cabernardi, Sassoferrato, colline dell’Arceviese o, lungo la Valle del Cesano, per Pergola fino a giungere poi sul Monte Catria dove visitare l’antico Monastero di Fonte Avellana, nei pressi del quale ha origine il fiume Cesano.
Nel Parco agro-fluviale e lungo la Valle del Cesano è possibile entrare in aziende agricole che producono eccellenti vini bianchi e rossi, olio extra vergine di oliva, insaccati derivanti dal “Suino di Frattula†e in alcuni ristoranti degustare le tipicità enogastronomiche locali.
CENNI DI STORIA ANTICA
In tempi antichi nella foce “sbarcavano†marinai e navigatori che percorrevano l’Adriatico provenienti dai vari territori d’Europa, dell’Africa e dell’Asia. Una volta a terra, quando non c’erano scontri fisici per il possesso del territorio, si effettuavano scambi di merci con le popolazioni residenti lungo la costa e con quelle delle località interne tra le quali l’antica città romana di Suasa. Il trasporto delle merci, per lunghi tratti, veniva effettuato nel fiume Cesano con apposite zattere trainate da bovini o cavalli.
Lungo la valle sorgevano capanne abitate da pescatori, pastori e contadini (in località Montedoro sono state ritrovate testimonianze interessanti oggi conservate prevalentemente presso il Museo archeologico nazionale di Ancona) che iniziavano ad allevare animali tra cui le pecore ed i maiali. I suini si nutrivano prevalentemente di ghianda, ecco il motivo di tante querce ancora presenti nel territorio. Gli alberi servirono per fare le capanne e le case, per riscaldarsi, per frenare la forza del vento ed impedire lo smottamento del suolo. Con il venco del salice si legavano le viti e si ottenevano cesti di vario genere; dagli olivi si ricavava già allora l’olio per l’uso alimentare.
Le coltivazioni di frumento, di verdure e di frutta erano (ancora oggi importanti) indispensabili per la sopravvivenza delle specie viventi di questa terra.
Le forme di vita degli essere umani e degli animali sono a noi pervenute grazie all’attività agricola, alla caccia ed alla pesca esercitate dai nostri antenati.
Poi ebbero inizio le prime costruzioni più resistenti alle calamità e si iniziò a scavare la ghiaia dal fiume e si tagliarono gli alberi per farne delle travi e pareti delle abitazioni. Nel comprensorio la nostra civiltà ha origine molto antiche, tanti uomini morirono di stenti ed altri dovettero fare grandi sacrifici per la loro sopravvivenza anche per modellare il terreno, per ricavarne i frutti, per costruirci case. Quando però iniziarono ad esagerare, infliggendo ferite al territorio, la natura si ribellò ed iniziò a provocare molte distruzioni.
Gli Amici della Foce del Fiume Cesano, grazie all’impegno volontario di alcuni esperti ed appassionati, è impegnata a far conoscere le regole della natura, a rispettarla ed amarla. Se noi la rispettiamo lei ci offre tanti bellissimi colori, tanti profumi, tanta acqua pura da bere e ci inonda di frutta, verdura ed altri alimenti vitali per l’uomo. Ecco perchè un gruppo di volontari provvede periodicamente alla pulizia di alcune aree ed ha posizionato tavoli con panche vicino al fiume, cestini per la raccolta dei rifiuti, cartelli indicanti le specie di alberi di un percorso ecologico.
L’area del pioppeto è oggi meta di turisti, famiglie amanti del pic nic in campagna e di scolaresche.
Parco Agro-fluviale: una proposta di valorizzazione ambientale per la foce del fiume Cesano e l’area collinare limitrofa
La proposta degli “Amici della Foce del Fiume Cesano†vede proprio questo Fiume come fonte ispiratrice del “Progettoâ€.
L’area individuata copre una superficie di circa 650 Ha in cui, a seguito dell’emanazione della L.R. 26/87, Piano Paesaggistico Ambientale Regionale, ricadono, numerosi vincoli paesaggistici: fiume e corsi d’acqua, crinali e versanti, area archeologica e nuclei storici, paesaggio agrario storico.
Il fiume è l’ispiratore dell’idea globale di questa proposta, le linee principali per la sua tutela e valorizzazione sono:
a) controllo di tutte le fonti di inquinamento delle acque e controllo dei prelievi;
b) sistemazione delle sponde tramite le tecniche di bioingegneria ormai consolidate;
c) riforestazione delle ripe con le specie proprie dell’ambiente fluviale;
d) creazione di percorsi ciclopedonali adeguati lungo il corso del fiume e l’area collinare circostante.
Quanto detto è altrettanto valido per i corsi d’acqua minori che in questa zona sono: il fosso della Donnella, il fosso di Montedoro, il fosso delle Cone, il fosso del Trocco. Lo scopo è quello di ottenere un reticolo idrografico efficiente e sano, consentendo una fruibilità sostenibile senza alterare irreparabilmente questo importante ecosistema.
L’area individuata è ricca di strade secondarie percorribili anche in bicicletta e a piedi, molte di queste strade sono di crinale o di mezzacosta e consentono di effettuare dei percorsi panoramici molto suggestivi che si aprono sulla valle del Cesano, su tutta la costa fino alle nostre montagne.
Il territorio del Comune di Senigallia è generalmente privo di vegetazione naturale e povero di quella antropica non direttamente coinvolta con l’attività agricola. In questa area invece troviamo un’elevata densità di vegetazione ed anche un’interessante formazione boschiva: la Selva di Montedoro che è l’unica esistente a Senigallia, dove sono presenti tutte le specie tipiche del bosco secondario di latifoglie, costituendo un’associazione molto interessante anche con specie rare.
Numerose sono le case coloniche che concorrono a costituire un paesaggio agrario notevole. Il nucleo storico di Scapezzano è da considerare un po’ la perla del Senigalliese per l’integrità del tessuto urbano e per la posizione altamente panoramica che ricopre. Da Scapezzano in pochi minuti, anche a piedi, si può arrivare alla zona delle Grazie, dove sorgono le più belle ville storiche di Senigallia nonché il complesso della Chiesa delle Grazie con il celebre Chiostro ed annesso Museo della Mezzadria.
L’area archeologica di Montedoro, è il luogo di un importante insediamento “Piceno†risalente all’età del ferro. L’area è posta sotto la diretta tutela della Soprintendenza Archeologica delle Marche che ne ha curato alcuni recenti scavi. I ritrovamenti, avvenuti sia durante gli scavi sia in maniera fortuita, sono per ora conservati presso la Soprintendenza in attesa di essere studiati e catalogati. Per la loro esposizione è in progetto la realizzazione di un Antiquarium in un edificio al centro di Scapezzano.
Quasi tutta l’area individuata per il progetto è urbanisticamente destinata ad attività agricola; le aziende sono per lo più di piccole e medie dimensioni e l’inserimento in un ambito ricco di emergenze ambientali, significa consentire loro di perseguire la qualità del prodotto agricolo anziché la quantità , e di integrare il reddito con attività non strettamente agricole, ma più vicine alla salvaguardia ambientale ed alla valorizzazione turistica del territorio.
Un altro intervento che proponiamo per la salvaguardia della Foce del Fiume Cesano è la costituzione di un “orto botanico†nell’area immediatamente confinante, in cui le specie tipiche della flora costiera potrebbero divenire oggetto di studio da parte dell’Università di Camerino.
Sono trascorsi oltre vent’anni dall’inizio delle attività dell’Associazione in questo territorio, sono stati realizzati diversi obiettivi del “ Progetto Cesanoâ€, molto rimane ancora da fare e richiederà un forte impegno da parte di tutti i volontari, i cittadini e gli Amministratori.
DESCRIZIONE DELL’ AREA
Piana alluvionale formata da ghiaia, argilla e terriccio vario trasportato dalle colline dell’interno. Tratto terminale del fiume sottoposto a periodiche inondazioni.
FLORA vegetazionale marina: Glaucium Flavum (Papavero delle sabbie di colore giallo) e Eryngium Maritimum (Eringio) ecc.
Arbusti ed alberi tipici delle zone pianeggianti ed umide come Pioppo, Canneti, Sgarza, Acacia, Salice comune, Salice fragile, Salice rosso e altre specie simili: Sambuco, Rovo, Vitalba, Biancospino, ecc.
Nella campagna sono ancora diffusi la roverella, le querce camporili, l’olivo, la vite e gli aceri vari tra cui quello campestre che sorreggeva la vite.
FAUNA stanziale e migratoria: Gabbiano, Cormorano, Tuffetto, Folaga, Anatra, Airone cenerino, Garzetta, Limicoli vari, Gallinella d’acqua, Martin pescatore, ecc.
Nelle acque del fiume si possono vedere Lasche di vario genere, pesci Barbo, Alborella, Carpe, Trote, Cavedani, Anguille, ecc.
Essenze marine
rilevate nei pressi della foce del fiume Cesano
Località Cesano di Senigallia (Ancona)
Flora
Essa è caratterizzata da una vegetazione igrofita ed idrofita con lembi di tifeto e fragmiteto, soprattutto in prossimità della foce, e da una vegetazione ripariale, nella zona più a monte.
Nella parti più prossime all’acqua o dove si verificano ristagni o frequenti esondazioni, la specie arborea più frequente è il salice rosso (Salix purpurea) a cui segue nelle aree più asciutte il pioppeto (Populus canadensis, quando piantumato), P. alba e P. nigra (quando spontaneo).
La costa invece presenta essenze tipiche della spiaggia ghiaiosa e sabbiosa:
Glaucium flavum (Papavero delle sabbie di colore giallo)
Eryngium maritimum (Eringio – Il cardo delle spiaggie)
Calystegia soldanella (Soldanella marina )
Cyperus kalli (Lo zigolo delle spiaggie )
Otantus maritimus (La santolina delle spiaggie)
Pancratium maritimum (Giglio marino)
Medicago marina (Medica marina)
Ecballium elaterium (Cocomero asinino)
Xanthium italicum (Nappola italiana)
Fauna
Le pianure alluvionali e gli alvei dei fiumi rappresentano un ambiente di forte richiamo per l’avifauna immigrazionale ed un luogo di alimentazione e sosta importante: si registra la presenza del Cavaliere d’Italia (Himanthopus himanthopus) avvistato nel 1997, l’Airone rosso (Ardea purpurea), il Germano reale (Anas platyrhynchos), il Beccaccino (Gallinago gallinago), alcune specie di Oche.
La Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), la Folaga (Fulica atra), la Garzetta (Egretta garzetta), lo Svasso (Podiceps cristatus), la Pettegola (Tringa totanus) e l’Airone cenerino (Ardea cinerea) sono invece specie comuni e diffuse.
Sulle sponde ghiaiose nidifica il Corriere piccolo (Charadrius dubius), nei lembi di tifeto e fragmiteto il Tarabusino, nei boschi ripariali più maturi il Rigolo, ecc.
Tra gli uccelli marini ricordiamo:
Gabbiano comune (Larus ridibundus)
Gabbiano reale ( Larus argentatus )
Cormorano ( Phalacrocorax aristotelis )
Rondine marina (Sterna hirundo)
Tuffetto
ELENCO FLORISTICO DELLA “SELVA DI MONTEDOROâ€
Comune di Senigallia
Querceto fresco di roverella su arenaria, con l’altezza max. degli alberi di circa 15 – 20 mt.
Strato arbustivo
Rubus sp. L.
Corpus sanguinea L.
Prunus nigra L.
Euconimus europaeus L.
Crataegus monogyna
Rhamnus alaternus L.
Orchis purpurea
Liane
Clematis vitalba L.
Tamus communis L.
Bryonia dioica Jacq.
Asparagus acutifolius L.
Hedera helix L.
Smilax aspera L.
Lonicera Sp. L.
Stato erbaceo
Viola alba
Prunella vulgaris L.
Geranium robertianum L.
Valium aparine L.
Cyclamen repandum
Primula vulgaris
Arum italicum
Dracunculus vulgaris
Iris fetidissima
Radure
Colonizzazione di Robinia
Sottobosco
1 – zona fresca di fondovalle
Carex pendula
Equisetum maximum
Eupatorium cannabinum L.
Artium minus minimum
2 – ambienti di colonizzazione di fondovalle
Hypericum perforatum
Poa silvicola
Silene alba
Piceris echioides L.
Dipsacus ferox
Lamium sp. L.
Programma attività 2007
Marzo 5th, 2007 by admin
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25 marzo ore 12
Assemblea generale e pranzo sociale
presso il Circolo Arci Casale di Scapezzano
21 marzo
Tradizionale Festa dell’albero
presso la scuola elementare di Cesano
1 maggio
Primo maggio insieme
presso il campo sportivo di Cesano, pranzo, giochi ed escursione nel parco agro-fluviale
13 maggio sul Monte Canfaito
Escursione guidata
dal Dott. David Fiacchini sullaTutela Ambiente Montano
14-15 aprile
Frattula in festa
presso il ristorante Osteria sul Lago in Strada della Bruciata
7Â agosto
Poesia nel silenzio
presso la chiesetta di Montedoro
15 agosto
Ferragosto e natura. Soggiorno
Per informazioni cell. 348311260
7 ottobre
Escursione micologica guidata:
“Se conosci un
posto vieni con noiâ€
ritrovo presso la piazzetta a mare di Cesano