Giu
18
2007

Sasso Simone e Simoncello

Domenica scorsa si è svolta la visita ai “giganti con i piedi d’argilla” ovvero il Sasso Simone e Simoncello nei pressi di Carpegna (PU).
La bella giornata, con clima temperato e un po’ di venticello, hanno favorito l’escursione. Una meraviglia del nostro entroterra marchigiano.
Ad attendere il gruppo dei partecipanti, giunti sul luogo con il pullman, il Vice Presidente del parco naturale ed una guida naturalistica.
Hanno partecipato anche i rispettivi presidente delle associazioni ambientaliste senigalliesi: Giorgio Sagrati e Marco Giardini.
Gita Sasso Simone e Simoncello
Dopo la piacevole lunga passeggiata (oltre le sei ore di cammino), nel pomeriggio, il gruppo si è recato a visitare il Museo naturalistico di Pennabilli, dove anche li c’era una gentilissima e preparata guida (le guide sono state messe a disposizione dalla federazione regionale Pro Natura) che ha accompagnato i visitatori all’interno dei locali per ammirare la mostra dei minerali, gli interessanti reperti archeologici, la fauna e la flora presente nel parco Sasso Simone e Simoncello.

Amici della Foce in: Iniziative,Rassegna |
Giu
16
2007

Spagna: case ecocompatibili pronte in meno di due settimane

articolo preso da repubblica.it
Il progetto “Forma Libre” dell’architetto Alvarez Yale: abitazioni con materiali “naturali” dalle linee
più strane. E’ la nuova filosofia dell’abitare, un ottimo esempio di bioedilizia. Tutto pronto in 15 giorni a 900 euro al metro quadrato

Se non avete più di 15 giorni per trovare casa e il vostro budget si aggira sui 900 euro al metro quadrato l’architetto spagnolo Moisés Alvarez Yela ha ideato una nuova filosofia dell’abitare che può fare al caso vostro. Ispirandosi al mondo animale, dove ciascuno fabbrica il proprio nido, e alle culture africane dove ogni nucleo familiare mette su la capanna di fango e paglia, Alvarez Yela insegna a ritrovare il gusto arcaico di costruire da sè la propria casa. Antisismica ed ecologica, per di più. Il progetto si chiama Forma Libre e non a caso: casette dalle forme più originali e che ricordano un po’ i monoliti preistorici. Fabbricata senza angoli o linee rette, la struttura è sostenuta da sbarre di ferro arcuate. La gabbia così ottenuta viene rivestita di tela di sacco (materiale di recupero al 100%) e, infine, avvolta da una gettata di cemento armato

Nessun limite di altezza o di dimensioni. La nuova formula va incontro così al gusto dei più estrosi, che possono inventare forma e volumi della loro nuova tana, integrandola armoniosamente nell’ambiente naturale in cui sorge. Ma il successo è legato anche alla vocazione ecologica della struttura che, riducendo la superficie di contatto con l’esterno, abbassa la dispersione del calore. Uno studio sull’edilizia “etica” lungo trent’anni che ha portato l’architetto spagnolo a rivoluzionare l’architettura abitativa. Il bassissimo costo di costruzione e la velocità di realizzazione (appena 15 giorni) stanno facendo di questa formula un fenomeno di tendenza: il primo di questi alloggi è nato in Andalusia, a Jaén; oggi, nella provincia di Malaga, interi quartieri residenziali stanno sorgendo nel segno di Forma Libre.

http://www.formalibre.com/

Amici della Foce in: Tecnologie |
Giu
14
2007

OGM…

BIOFACH 2006: “COESISTENZA? SOLO UN CAVALLO DI TROIA”
Dal board delle associazioni biologiche e ambientaliste un secco no a ogni ipotesi di coesistenza tra agricoltura tradizionale e OGM.  E il movimento delle Regioni OGM free torna a chiedere la possibilità di indire referendum sull’argomento.
“Il principio di coesistenza, secondo Friends of the Earth, altro non è che il cavallo di Troia attraverso cui far penetrare l’idea che una moderata soglia di contaminazione non rappresenti un problema tale da dover suscitare l’allarme dei consumatori.  A quel punto, una volta messo in moto il meccanismo, sarà solo una questione di tempo perché si giunga di soglia in soglia alla sostanziale equiparazione e accettazione di ogni tipo di sementi, a prescindere dal desiderio dei consumatori”.

AMICI DELLA TERRA, ECCO PERCHE’ GLI OGM FALLISCONO lunedì 23 aprile 2007

“Cosa fa l’ Europa? Sembra che viaggiare in modo schizofrenico su un doppio binario. Se da un lato infatti l’Unione ha respinto la proposta di permettere tracce di  OGM nel cibo biologico, dall’altra sembra che voglia estendere la coltivazione di OGM in Europa (oggi strettamente regolamentate) con un finanziamento pubblico, anche se riconosce pubblicamente che le rese sono basse e il 58% degli europei è contrario agli OGM. Occorre vigilare, gli strumenti di pressione delle multinazionali sono forti e molteplici. Gli OGM servono solo a dare profitti a chi li produce, per cui NO GRAZIE”.
firmato Asspciazione Friends of the earth

Commento del prof. Altieri

Schizofrenia Europea… o trucchetti e cavilli per sfondare le mura troiane del biologico:

Non è schizofrenia…
le tracce nel biologico verrebbero ammesse…. se la tolleranza 0,1% di ogm… venisse confusa con il limite di rilevabilità della presenza…
…e così si potrebbero permettere le coltivazioni ogm….
tanto le contaminazioni (irreversibili) sarebbero ammesse…
…garantendo l’assenza !!!
ma se parlo di assenza, come posso permettere la presenza di 1 grammo per kg di ogm nel biologico… magari anche senza etichetta…questi son tutti pazzi !!!
Vanno bocciati in matematica ed analisi logica
…ma la logica non appartiene agli ogm… per natura,
in quanto in natura semplicemente gli ogm non esistono
Altro che liberi da ogm…
ci vogliono fregare col trucco
del limite di rilevabilità…
non potendo parlare di soglie di tolleranza
altrimenti i biologici si potrebbero incazzare
Ma chissà, se molti rappresentanti del biologico o dell’agricoltura italiana…
invece di rispettare la volontà dei contadini e dei consumatori
e invece di rispettare l’intelligenza, il logos e l’amor proprio
si son messi a fare politica con la matematica…
…allora siamo proprio alla mapolazione genetica del pensiero
sveglia ragazzi !!
diamogli la mazzata definitiva
forza e coraggio
…o noi, biologici… o loro
mors tua vita mea
amen
Giuseppe Altieri
——————————————–
la Polonia assomiglia tanto a un paradiso verde.
Anche se gli ettari certificati biologici erano solo 200mila durante il 2006, la superficie agricola complessiva è di 16 milioni di ettari, un’area poco meno dell’intera Germania condotta per la maggior parte da piccole aziende familiari o da medie realtà che hanno saputo preservare specie autoctone e livelli di biodiversità che hanno pochi eguali nel nostro continente. Partiamo dall’esperienza polacca per descrivere l’impegno unanime del mondo biologico contro le Linee guida della Commissione Europea in materia di coesistenza e soglie di contaminazione. L’ICPPP (Coalizione internazionale per la difesa della campagna polacca) è nata nel 2004, quando pareva che il governo fosse orientato ad accettare l’introduzione di OGM nel paese. Pochi mesi dopo i primi distretti locali e le prime aziende aderivano all’iniziativa dichiarandosi OGM free, a distanza di due anni: 15 regioni su 16 vogliono rimanere libere da OGM, due milioni di fattorie polacche.
E come la Polonia ci sono l’Austria, la Francia, l’Italia al completo tranne Lombardia e Calabria, 172 regioni e 4500 autorità amministrative locali che stanno combattendo una battaglia comune per costringere la Commissione Europea a fare marcia indietro sulle aperture contenute nelle Linee guida del 2003.
Un movimento di popolo di ampiezza tale da non poter essere né ignorato né disatteso nelle richieste, ma proprio l’esperienza polacca dimostra quanto fragile sia ancora il bilanciamento di poteri su cui si fonda l’Unione. Le deliberazioni contro gli OGM delle Regioni rimangono poco più che atti simbolici, dal momento che non detengono in Polonia alcun potere legislativo. La decisione del governo nazionale nel marzo del 2005 di bandire l’utilizzo di mais geneticamente modificato è ancora in attesa di ratifica da parte di Bruxelles

—————Fallimenti totali degli ogm————————–

Gli OGM non sono serviti a ridurre la fame e la povertà. Le coltivazioni di mais e soia vengono usate per nutrire gli animali dei paesi ricchi.
I coltivatori diretti e i consumatori non hanno ricavato nessun beneficio dagli OGM. Questi raccolti non hanno migliorato le condizioni di vita dei piccoli coltivatori, dal momento che le rese non superano quelle delle coltivazioni tradizionali e spesso sono pure più basse.
Le coltivazioni OGM hanno aumentato l’uso dei pesticidi, con un aumento dei rischi per la salute e dei consumi di energia.
La Monsanto e le altre aziende biotech sono state le principali beneficiarie dell’introduzione degli OGM, per il controllo del mercato dei semi e degli erbicidi (ogni seme OGM viene venduto con l’erbicida a cui è resistente)
Coltivazioni OGM sono state introdotte rapidamente senza valutarne l’ impatto socio-economico e ambientale.
Riso OGM (bandito dal 2001) è stato introdotto clandestinamente in Europa.
La soia OGM è molto più sensibile alla siccità e i contadini in Brasile e Paraguay hanno perso molti raccolti.
Il cotone OGM è in realtà risultato vulnerabile ad alcuni parassiti secondari, mentre (a causa delle impollinazioni incrociate con forme vegetali interfeconde) ha dato origine a diverse erbacce resistenti agli erbicidi.
Gli OGM sono ampiamenti coltivati negli Stati Uniti, anche se secondo il New Scientist , il 60% degli americani è inconsapevole di mangiarli quotidianamente.

Amici della Foce in: Rassegna |
Giu
10
2007

Eolo, auto ad aria compressa

Articolo di Donata Allegri – www.ecplanet.com

Eolo è il nome della prima auto ad aria compressa, raggiunge i 100 Km/h ed ha una autonomia di 200 Km alla media di 60 Km/h (oppure 10 ore di utilizzo in città). L’idea della Eolo, sviluppata da Guy Negre, già progettista di motori da Formula, è della MDI, che ha ceduto la licenza per costruzione e commercializzazione in vari paesi alla Eolo International, che ha girato per l’Italia alla Eolo Italia.

Macchina ecologica ad aria compressa

Il cuore dell’Eolo è costituito dal motore in alluminio, che non utilizza la combustione ma l’espansione d’aria, senza quindi l’uso di fiamma e senza superare mai i 40 °C. In questo modo si diminuiscono l’usura meccanica e la manutenzione, mentre aumenta la durata. L’aria che esce dal tubo di scarico è, oltre che priva di gas nocivi, molto fredda (arriva infatti -20 °C). L’assenza di combustione consente di impiegare come lubrificante olio alimentare. Il rifornimento d’aria compressa può avvenire attraverso compressori da 5,5 o 3 Kw integrati nel veicolo che permettono di fare il pieno, rispettivamente in 4 o 7 ore, collegandosi a qualsiasi presa di corrente. L’aria viene stipata in quattro contenitori tubolari in fibra di carbonio, che trovano posto sotto il pianale dell’auto, la cui resistenza è stata testata fino a 750 bar; inoltre l’aria compressa non è infiammabile e non può quindi esplodere. Tra gli altri particolari degni di nota, l’impianto elettrico di nuova concezione con un solo filo che comanda tutti i dispositivi, la carrozzeria in fibra di resina (nel futuro sarà di estrazione vegetale, interamente riciclabile), i sedili in canapa. 

 per approfondimenti: http://www.motordeaire.com/ http://www.mdi.lu/

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