Il calendario venatorio marchigiano è inaccettabile
Il calendario venatorio appena emanato dalla Regione Marche ci appare del tutto inadeguato per avviare la Regione verso una corretta gestione del patrimonio faunistico, che sia coerente anche con le norme europee.
Anche quest’anno sono pervicacemente, con fastidio e presunzione ignorati i principali pareri espressi dall’Istituto Nazionale per la Fauna selvatica e le normative Europee.
L’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica ha fornito, come in passato, una serie di indicazioni tecniche in gran parte puntualmente ignorate.
Non staremo, punto per punto, ad esaminare i numerosissimi elementi di incongruenza con il parere trasmesso alla Regione dall’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica ma solo i principali.Un primo punto riguarda l’inserimento tra le specie cacciabili del Combattente, definito dall’INFS, sulla base dei censimenti effettuati in Italia e in altri siti europei, in “drammatico calo”. Ci appare inaccettabile affermare, come si legge nella relazione di accompagnamento al calendario venatorio “…si è dell’opinione che la questione necessiti di ulteriori approfondimenti ed eventuali provvedimenti legislativi nazionali.”Per questa specie l’INFS addirittura “suggerisce di agire con tempestività, prevedendo non solo interventi di tutela ambientale ma anche un maggiore livello di protezione a livello comunitario”.
Anche in questo caso il parere tecnico era quello di anticipare la chiusura al 31 dicembre come auspicato addirittura dall’Associazione“Amici della Beccaccia” che non può certamente dirsi filo naturalista.Una terza questione, molto grave, che travalica i confini regionali è il ritardo con cui il Ministero dell’Ambiente, che avrebbe dovuto emanare un provvedimento di regolamentazione e di limitazione dell’attività venatoria all’interno della Rete Natura
Infine troviamo un certo disappunto nel rilevare che proprio in occasione di una importante delibera di giunta, come il calendario venatorio, alcuni assessori abbiano avuto improrogabili impegni che li hanno costretti a rimanere assenti.
da Mauro Furlani Coordinatore Regionale della Federazione Pro Natura Marche