L’industrializzazione mette a rischio tutta la valle del Cesano
da Federazione Nazionale Pro Natura – Marche
Con la presente desideriamo comunicare una serie di situazioni ambientali molto critiche relative all’Alta Valcesano.
Gli elementi di criticità esposti di seguito si vanno ad aggiungere ad una situazione lungo il corso dell’intera vallata estremamente gravi. Ogni comune fino a Monteporzio ha voluto il suo insediamento industriale con il risultato di avere ora un lungo serpentone cementificato che giunge fino a Monteporzio. La cosa assume connotati ancora più gravi se si considera che oltre ad aver ricoperto una parte cospicua dei suoli, numerosi capannoni industriali rimangono improduttivi come attestano i cartelli affissi di vendita e/o di affitto. A questo si sommano le cave di estrazione di ghiaia come quelle della zona di San Isidoro, le varie discariche ecc..
A quelle già in attività si aggiungerà a breve la Cava di Coldorso di Serra Sant’Abbondio che, sommandosi con le altre aree estrattive esaurite, peggiorerà sia l’aspetto paesaggistico che quello ambientale dei luoghi. A breve molte aree dalla frazione di Bellisio Solfare, verso la montagna assomiglieranno ad un craterico paesaggio lunare, in cui l’aspetto paesaggistico e naturalistico verrà del tutto snaturato e devastato. A questa colpevole devastazione si aggiungerà l’inquinamento acustico e dell’aria prodotto dall’attraversamento di migliaia di camions. Si parla, inoltre, di ampliamenti e di due nuovi siti estrattivi quello di Bifolco e di Madonna del Vado per la seconda metà del 2008.
Quello che viene ancora sbandierato come turismo sostenibile, che effettivamente potrebbe essere trainante in alcuni settori appenninici come quello dell’alta valle del Cesano, rischia di diventare un turismo di nicchia nel senso che troverà fruizione solo in coloro che amano paesaggi lunari. In passato abbiamo denunciato e ci chiediamo ora con maggiore insistenza, a cosa siano serviti gli ingenti investimenti per il ripristino della funivia del M. Catria? Si è sbandierato per anni la grande opportunità che avrebbe offerto il funzionamento della funivia stessa. Ci piacerebbe ora conoscere dagli stessi amministratori che vedevano in essa grandi opportunità turistiche i bilanci di questa operazione. Un’altra perla è l’inceneritore a biomasse previsto alle porte di Frontone. Anche in questo campo, visto anche il progetto della centrale di Schieppe di Orciano, si rischia di costruire un impianto inutile, sovradimensionato e inquinante, come recenti ricerche scientifiche dimostrano.
Per concludere l’elenco degli scempi in progetto c’è la pedemontana. Si tratta di una vera e propria “eldoradica” arteria di comunicazione trans-valliva con costi stimati in centinaia di milioni di euro. Le scriventi associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini sorti nella Valle del Cesano sono piuttosto preoccupati per la situazione che si è venuta a creare e chiedono alle SS.LL. di rivedere alcuni interventi che appaiono palesemente in contrasto con le vocazioni del territorio e di avviare un reale confronto con le popolazioni residenti e con le associazioni che operano nel territorio.
Firmatari:
Federazione Nazionale Pro Natura – Marche
WWF – Marche
Associazione Amici della Foce del Fiume Cesano
La Lupus in Fabula
Argonauta
Gruppo Società e Ambiente – Senigallia
LIPU – Pesaro
