Primo Maggio 2010 a Cesano
La festa del Primo Maggio risale al 1890, giusto 110 anni fa, quando i lavoratori di tutto il mondo festeggiarono per la prima volta la simbolica vittoria delle “otto ore” ( otto di lavoro, otto di riposo, otto svago. Slogan coniato nel 1855 in una località della lontana Australia), ma anche momento centrale di recupero e riaffermazione della dignità dell’Uomo e del Lavoro. La festa fu vietata dal regime fascista e dittatoriale. Per la sua reintroduzione, in Italia, molti nostri antenati caddero sotto il piombo dei banditi (Portella della Ginestra, 1947), e in altre occasioni sotto quello dei “comandati dal regime zoppicante” o dalla rinascente democrazia.
A Cesano la tradizione vuole che il Primo Maggio sia anche momento per socializzare tra i residenti del borgo e quelli della campagna, e quindi si percorrevano le strade bianche o in terra battuta per consumare assieme quel poco di cibo che si poteva mettere nella glùppa o nel canestrèllo di canna e vimini.
Oggi, per quanto riguarda la ricreazione, grazie ad un dinamico gruppo di volontari dell’Associazione La Marina Pro Cesano e Amici della Foce, non occorre più nè il fazzoletto della spesa né il cestino di vimini, perché tutto viene preparato dagli associati con cura, senza trascurare la genuinità del pasto e le tipicità dell’agricoltura locale.
Dopo la ricreazione i cesanensi (giovani ed anziani), come vuole l’attualità, formano vari gruppi per far divertire i bambini, per giocare a carte e a bocce. Anche la tradizione viene rispettata però, con le passeggiate nella valle del Trocco, Fonte Volpone, Strada delle Vigne e delle Cone, o nelle vicine strade delle nuove abitazioni adiacenti agli spazi della parrocchia e del costituendo Centro Civico.
Soddisfazione da parte degli organizzatori anche per come hanno lasciato pulito il prato del Pioppeto, in Strada della Bruciata, i tantissimi giovani che anche questo anno, grazie alla stupenda giornata, hanno potuto tuffarsi nell’erba e tra le fioriture primaverili campestri, tipiche delle sponde fluviali, che caratterizzano quel luogo, da anni meta di tante scolaresche ed oggi anche da tanti giovani figli di quella scuola educativa e rispettosa dell’ambiente di cui gli Amici della Foce vanno fieri.