set
09
2010

Il nucleare non serve all’Italia e non è gradito agli italiani

Pubblichiamo un comunicato del Comitato Nazionale “Fermiamo il nucleare. Non serve all’Italia”, a cui aderisce la Federazione nazionale Pro Natura.

Crediamo che la scelta del Governo di far tornare il nucleare in Italia sia una scelta sbagliata e rischiosa, che non fa gli interessi dei cittadini e del Paese.

L’Italia ha una potenza elettrica installata di ormai quasi 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 55.000 megawatt. Le recenti dichiarazioni di autosufficienza energetica dei Presidenti di alcune regioni italiane valgono anche per il resto del Paese. Non abbiamo dunque bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile.

Il nucleare costa troppo, in nessun paese al mondo si costruiscono centrali senza finanziamenti pubblici e garanzie statali, che ricadono poi sulle tasse e le bollette pagate dai cittadini. In Italia si distoglierebbero risorse importanti dalla ricerca per l’innovazione tecnologica e dalla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.

A fronte però dell’impiego di così ingenti risorse pubbliche, la risposta alla crisi economica e occupazionale non è significativa, soprattutto se equiparata al rapporto tra occupazione e investimento nei settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Secondo uno studio dell’Unione Europea del 2009 investire oggi per raggiungere nel 2020 il 20% di rinnovabili creerà 2,8 milioni di posti di lavoro con oltre 2000 imprese coinvolte.

Il nucleare continua a essere rischioso: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, con una nota congiunta le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Inoltre è utile ricordare che nel mondo non è stato ancora risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

Il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero perché importeremmo l’uranio e, secondo il recente accordo sottoscritto con la Francia, importeremmo  tecnologia e brevetti esteri, per tutto il ciclo di vita fino alla messa in sicurezza delle scorie.

Quanto al presunto “rinascimento” del nucleare nel mondo, i Paesi che lo hanno scelto  negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, sono costretti a prolungare l’attività delle loro centrali per evitare gli ingenti costi di smantellamento degli impianti a fine vita, come in Germania, o a progettarne di nuove, per evitare la crisi di un costosissimo comparto industriale, come in Francia.

Infine il nucleare non darà nessun contributo a rispettare i vincoli posti dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, perché le prime centrali non saranno operative prima del 2026-2030, e perché il complesso ciclo di approvvigionamento della materia prima, di costruzione e smantellamento produce non poca CO2.

Per tutte queste ragioni, s’invitano tutti a superare dispute ideologiche di parte e compiere scelte razionali e convenienti per il Paese, per contrastare i cambiamenti climatici e rispettare almeno gli obiettivi minimi posti dall’Unione Europea del 20-20-20. L’auspicio e l’impegno delle associazioni promotrici e di tutti gli aderenti è che si crei un grande schieramento unitario e trasversale, al di là delle diverse appartenenze e collocazioni politiche.

Vogliamo costruire insieme al mondo della cultura e della politica, della scienza e del lavoro, della società civile e delle imprese, strategie unitarie e comuni che possano ridare al Paese la prospettiva di un modello energetico sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Il Comitato Nazionale “Fermiamo il nucleare. Non serve all’Italia” è promosso dalle seguenti associazioni: Accademia Kronos; Ambiente e Lavoro; Amici della Terra; Associazione Mediterranea per la Natura; Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare; Fare Verde; Federazione nazionale Pro Natura; Forum Ambientalista; Greenpeace; Italia Nostra; Jane Goodal Italia; Lav; Legambiente; Lipu; Mountain Wilderness; Vas; Wwf.

Nota: come alternativa alla costruzione di centrali nucleari è stato predisposto un disegno di legge popolare avente per titolo “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”. In questi giorni si sta organizzando la raccolta firme di sostegno per la presentazione al Parlamento. A mezzo posta elettronica sarà inviato dalla segreteria della Federazione alle Federate il testo del disegno di legge con le modalità per la raccolta delle firme.

Scritto da Andrea & Simona in: Iniziative |
set
07
2010

CACCIA IN DEROGA ALLO STORNO

Le Associazioni naturalistiche firmatarie esprimono forti riserva in merito all’inserimento dello storno tra le specie cacciabili in deroga alle normative europee. Questo per una serie di ragioni di carattere tecnico.

In primo luogo si ritiene del tutto fuorviante e privo di validità scientifica la correlazione che viene fatta nell’istruttoria alla Delibera di deroga tra gli individui nidificanti e i danni che gli storni procurano alle colture agricole. Gran parte dei danni, infatti, si registra durante l’autunno non a causa della presenza degli individui nidificanti bensì per l’arrivo dei contingenti migratori. Pertanto pensare di derogare alle norme comunitarie, per cui lo ricordiamo le Marche già subiscono procedure di infrazione che potrebbero essere molto onerose, è dal punto di vista oltre che scientifico e di buon senso, privo di qualsiasi fondamento.

In secondo luogo, se è vero che il numero degli individui nidificanti e dunque le popolazioni nei settori meridionali dell’areale europeo di presenza è in aumento, non altrettanto si può affermare per le popolazioni nordiche, in cui, al contrario, esse sono in sensibile contrazione, con un bilancio complessivo che appare negativo.

Inspiegabile quanto l’Osservatorio Faunistico Regionale afferma a firma del Preside di Facoltà, in modo perentorio “si ritiene che non sussistano compromettenti criticità d’ordine biologico circa i tempi, le modalità e l’entità del prelievo”; una tale affermazione, ricavata dai pochissimi dati disponibili, riteniamo assai lontana dalla cautela che dovrebbe accompagnare qualsiasi relazione scientifica che riguardi questioni faunistiche.

Ci piacerebbe conoscere se l’Osservatorio Faunistico Regionale e la Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino si siano consultati con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) prima di esprimere il parere riportato in istruttoria. Tale Istituto, per esperienza specifica, per l’autorevolezza dei suoi ricercatori e ruolo istituzionale, possiede il quadro generale delle popolazioni della specie, sia italiane che europee e non solamente in riferimento alle Marche, che comunque ci appare del tutto parziale e fuorviante.

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA – Marche

WWF Marche

ITALIA NOSTRA

LA LUPUS IN FABULA

LEGAMBIENTE PESARO

LIPU Marche

Scritto da Andrea & Simona in: Iniziative |
set
04
2010

No alla privatizzazione dell’acqua

Dopo lo straordinario successo ottenuto, anche con il nostro modesto contributo, nella campagna di raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, ed i numerosi ordini del giorno e provvedimenti presi dagli Enti Locali (Comuni, Province e Regioni) a sostegno dell’acqua pubblica, ora occorre strare in allerta per le minacce ed i provvedimenti recentemente erogati dal Governo contro l’ambiente, il paesaggio, la cultura e la scuola, le istituzioni, la Carta costituzionale e la storia.

Come si vede c’è molto da fare su scala nazionale e locale. La “rana vigilatrice” (icona della nostra associazione) dovrà tenere gli occhi e le antenne sempre molto vigili e pronte ad intervenire quando è necessario, nello stile e nella avvedutezza che l’ha sempre caratterizzata.

Scritto da Andrea & Simona in: Iniziative | Tag:
set
02
2010

Silvana Pierini medaglia d’oro.

Congratulazioni a Silvana Pierini (nostra associata) da parte degli Amici della Foce del Fiume Cesano per la medaglia d’oro recentemente ricevuta ai campionati italiani di tiro con l’arco hunter e field , specialità di campagna, che si sono svolti a Prati di Stroncone -Terni -.

Silvana si è classificata al 1° posto tra le Master femminili, permettendole di classificarsi al 5° posto tra tutte le campionesse femminili nazionali di tale disciplina sportiva.

Da ricordare che la nostra campionessa ha rispettivamente vinto il “bronzo” negli anni 2008 e 2009.

L’Associazione augura a Silvana nuovi e sempre più ambiti riconoscimenti anche per il futuro e soprattutto un imbocca al lupo per la prossima gara del 12 settembre ad Alessandria !

Responsabile: Marco Giardini
redazione Abbati&Venafro
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