Mar
28
2011

Referendum del 12-13 giugno

Gli Amici della Foce del Fiume Cesano ribadiscono la loro adesione al Comitato a difesa dell’acqua pubblica e contro il nucleare ed invitano tutti gli aventi diritto a recarsi a votare il 12 e 13 giugno per ribadire questi sani e democratici principi in occasione del Referendum.

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Mar
28
2011

Come salvare una vita

La vita di una persona può dipendere dal primo intervento, da colui che è più vicino all’infortunato.

La vita di un bambino può essere salvata, in caso di soffocamento, grazie alla prontezza della persona a lui più vicina e dalla conoscenza di alcune nozioni basilari.

E’ quanto ha spiegato l’esperto Sergio Bacci agli intervenuti all’incontro promosso dagli Amici della Foce del Fiume Cesano Venerdì 25 marzo 2011.

La riunione dal titolo: L’ABC del primo soccorso, l’importanza di conoscere, avrebbe potuto avere anche un altro titolo: come salvare una vita umana soprattutto quando si tratta di un bambino.

E’ stato un incontro durato meno di due ore, ma sufficiente per conoscere molte cose, grazie all’esperto Sergio Bacci, Fiduciario provinciale della F.I.N., sezione salvamento.

“Si tratta di una materia che dovrebbe far parte a pieno titolo dell’educazione scolastica fin dalle elementari, come materia di educazione fisica”, ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Marco Giardini, commentando il significato dell’incontro.

L’iniziativa suggerita da Ivaldo Pierini, del Direttivo dell’associazione Amici della Foce, meriterebbe veramente più attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti i cittadini, a tal proposito, l’Associazione, si è presa l’impegno di informare tutti gli associati sull’intenzione di organizzare un corso di alcune sedute, proprio con l’esperto Bacci (che non ha mancato di dare piena disponibilità), per dare maggiore informazioni utili per tante evenienze e formare le persone per i casi di primo intervento.

        

Foto di Grazia Boccolini
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Mar
22
2011

VOTA SI PER L’ACQUA BENE COMUNE, VOTA SI PER FERMARE IL NUCLEARE

26 marzo 2011

Ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale a Roma

VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE

SI’ per fermare il NUCLEARE, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa, o debba, invece, essere una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti, pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica, che riguardano l’esistenza collettiva dell’attuale generazione e di quelle future.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato al primo turno delle prossime elezioni amministrative e che prima del referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione. Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni, che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e hanno arricchito pochi gruppi finanziari, con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tutti immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutti assieme. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese ad una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i bei comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

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Mar
15
2011

Il 150° dell’Unità D’ITALIA

Anche gli Amici della Foce del Fiume Cesano

desiderano ricordare e festeggiare

il 150° dell’Unità D’ITALIA

17 Marzo 2011

W L’Italia Unita, Democratica, Libera e Solidale !!!

per l’occasione hanno scelto di pubblicare il già noto ma sempre attuale il discorso di Calamandrei…

 DISCORSO DI PIETRO CALAMANDREI CHE TENNE IL 26 GENNAIO 1955 ALLA SOCIETA’ UMANITARIA DI MILANO DAVANTI AD UN FOLTO PUBBLICO DI STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI.

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.

E’ un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. “La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?”

Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigrati, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo emigrante impaurito domanda ad un marinaio: “Ma siamo in pericolo ? “ E questo dice: “Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda“. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda”. Quello dice: £Che me ne importa? Unn’è mica mio!”. Questo è l’indifferentismo alla politica.

E così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quanto incomincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.

In questa Costituzione c’è dentro la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

E quando io leggo nell’art. 2: “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale”; o quando leggo nell’art. 11 “L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!

O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della repubblica”, esercito di popolo, ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: “non è ammessa la pena di morte”, ma questo è Beccarla! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vista perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

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