Giu
25
2012

Montedoro…. di Antonietta Calcina

Quando la notte

regala il silenzio

io sento

il sospiro del mare

che a valle spumeggia

sul chiaro arenile…

E l’antica chiesetta

dalle pietre consunte

sperduta

tra il verde di Montedoro

ci aspetta.

Lì, sotto una cascata

di stelline lucenti

dove una fata con mano leggera

ricama

un bel verso speciale http://viagraspills.com/tab/over-the-counter-viagra/!

“Evviva la poesia nel silenzio.”

Poesia che sboccia dal cuore

e lega tutti

con un nodo d’amore!

Mentre la luna perde

scintille di luce sul mare.

Amici della Foce in: Poesia nel Silenzio,Poesie |
Giu
13
2012

I PIOPPI DELLA BRUCIATA… di Gigliola Sbarbati

Mi sono adagiata
sull’erba fresca
sotto i pioppi della Bruciata.
L’amore del mare,
tollerante del vento,
confonde le foglie;
rispondono loro
cadenzando
in ritmi soavi.
Giochi ispirati
ai cuori e alle rose,
recitare lungo di versi
camminare perfetto
sotto i pioppi della Bruciata.
La vetrina dell’acqua
espone orgogliosa
la pienezza elegante
dei tronchi biancastri:
il nobile arredo del fiume
assorbe maestoso,
echi di vite passate,
racconti pacati sospesi
tra il cielo e la terra
Il mio cuore offerto alle spine
ritrova la sua morbida seta
sulla soffice erba pulita
nel girotondo dolcissimo
dei passeri amici
sopra i pioppi della Bruciata

Amici della Foce in: Poesia nel Silenzio,Poesie |
Giu
07
2012

Comunicato della ProNatura che volentieri diffondiamo:

Lo abbiamo scritto più volte e non ci stancheremo di ripeterlo anche in occasione di questo tristissimo e drammatico avvenimento sismico, che ancora in queste ore sta mortificando il Territorio emiliano e le sue popolazioni, che la più grande e maestosa opera pubblica che si può concepire in Italia è quella della messa in sicurezza dei suoi cittadini, dei suoi manufatti storici e del territorio.Solo per ricordare gli eventi recenti, lo abbiamo sostenuto a proposito del terremoto dell’Aquila, lo abbiamo ripetuto a seguito delle alluvioni in Liguria e lo vogliamo riaffermare oggi. Non è più tollerabile che numerose vite umane, immensi patrimoni storici e interi tessuti produttivi e sociali, vadano perduti senza che nulla venga fatto per scongiurare il loro ripetersi in luoghi diversi, per cause differenti, ma resi ogni volta drammatici dall’incuria del territorio e dei suoi manufatti.

Vogliamo credere, per l’inguaribile visione positiva che ci assiste, che le parole del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini possano essere assunte come impegno programmatico. Se, come egli afferma, sarebbero necessari 15 anni per la messa in sicurezza del territorio, questa dovrebbe rappresentare la vera emergenza da affrontare e su cui far convergere le energie economiche intellettuali e lavorative di questo Paese.

Come può essere tollerabile che in un territorio interamente sismico, a parte la Sardegna e poche altre aree, vi siano strutture come quelle scolastiche di cui appena il 10% sono costruite con criteri antisismici?

Se osserviamo la realtà con maggiore realismo, saremmo tentati di archiviare le pur apprezzabili parole del Ministro con le troppe che in circostanze analoghe abbiamo ascoltato in passato.

Pur avendo grande rispetto e stima del Ministro Clini, accoglieremmo con maggiore fiducia le sue parole se questi impegni verbali fossero accompagnati da fatti concreti come quello di individuare delle priorità a discapito di altre.

Non possiamo certo considerare priorità le cosiddette grandi opere pubbliche, a partire dalla linea ad alta velocità Torino-Lione in Val di Susa, oppure il Ponte sullo Stretto di Messina che ancora incombe e drena risorse economiche ingenti, fino all’autostrada Orte-Mestre e molte altre.

Le parole del Ministro le accoglieremmo con ben altra fiducia se ad esse seguissero impegni concreti da parte del Governo in grado di distogliere fondi, ora impegnati in opere che riteniamo inutili, osteggiate dalle popolazioni locali oltre che devastanti dal punto di vista ambientale, destinando gli stessi fondi a quel risanamento ambientale e abitativo, di cui egli giustamente parla.

 

Il Presidente

Mauro Furlani

Giu
01
2012

Il punto di partenza… di Rossana Guerra

Per poco abbiamo gustato
l’illusione che il mondo  fosse cambiato.
Della crisi sentiamo il peso,
e smarriti ci  guardiamo in faccia.
Nella società:
spaccature, diseguaglianze, contraddizioni,
e noi, siamo la società!
Si dice di un potere occulto,
nascosto chissà dove che manovra tutto e tutti!
È bastato  perdere il lavoro,
il sollecito della rata del mutuo da pagare,
il crollo delle azioni in borsa . . ,
per vedere che l’inquilino del piano di sotto non lavora
e che l’amico dell’amico ha chiuso il negozio per la crisi dei consumi.
Prima, dove eravamo? Ai grandi magazzini! Sì,  c’era da comprare . . ,
cosa compravamo? Forse . . .  quello che già avevamo!
Oppure,  eravamo al corso di . . . non so di che,
ma ci va la vicina, l’amica, il collega e perché . . .  non io?
Va di moda,  fa tendenza!
È la società,
e ci siamo dentro fino al collo!
Guardiamo “l’altro, il diverso”,

già “l’altro “  consuma i pasti alla mensa della Caritas,
il “diverso”  prende il sole sulla panchina,
loro c’erano anche prima, forse aspettavano chissà . . .
È uno stare dal sapore amaro
per noi e per loro,
delle parole sono rimaste le radici,
dei suffissi s’è perso il segno,
siamo sempre lì, fermi,
ancorati al punto di partenza!
Questo non va, quello è da rifare,
parole . . .
ognuno resta sempre ad aspettare
che siano gli altri a cambiare il mondo!

Amici della Foce in: Poesie |

Responsabile Ivaldo Pierini - Amici della Foce del Fiume Cesano - Tutti i diritti sono riservati, è vietata la riproduzione dei contenuti o delle immagini senza la specifica autorizzazione della redazione.