Feb
23
2015

Assemblea con Mauro Furlani Presidente di Pro Natura

Oltre agli adempimenti statutari (in questo caso: rendicontazione e preventivo), l’assemblea generale degli Amici della Foce del fiume Cesano, svoltasi il 22 febbraio u.s., ha approvato il programma delle iniziative per l’anno 2015.

L’incontro ha consentito agli intervenuti, sollecitati anche dalla relazione del Presidente Marco Giardini, di affrontare alcune tematiche riguardanti i problemi dell’ambiente (i pericoli per il pianeta terra sono ripetutamente e drammaticamente denunciati da tutti gli scienziati del mondo), aggravati anche dalle guerre in corso, dalle precarie condizioni delle centrali nucleari e dalle azioni predominanti (sulla politica) della finanza globale, responsabile di azioni negative sulla vita delle persone e la civile convivenza delle comunità. Altri problemi trattati hanno riguardato le annunciate trivellazioni petroliferi nell’Adriatico e la persistente urbanizzazione del suolo.
Mentre si potrebbe vivere tutti bene e in armonia con l’ambiente, se il rispetto della natura trovasse la giusta considerazione da parte dei cittadini e delle forze politiche, ha asserito il Presidente nazionale di Pro Natura, Mauro Furlani, intervenuto per l’occasione.
Il Presidente Nazionale ha inoltre richiamato l’attenzione sulle continue azioni di smembramento dei parchi nazionali, sulla marginalità riservata alle Associazioni ambientaliste, le cui proposte spesso vengono scambiate per critica o interferenza nell’azione del governo (nazionale e locale). Oggi più che mai c’è bisogno invece di un’azione politica che rilanci una nuova stagione di partecipazione dei cittadini nella vita sociale, politica e amministrativa, invertendo la tendenza della centralizzazione e dello smembramento delle istanze partecipative (vedi la fine delle circoscrizioni, ecc.).

Nel tavolo della Presidenza, al centro insieme ai componenti del Direttivo degli Amici della foce del fiume Cesano, il Presidente Nazionale di Pro Natura, Mauro Furlani, in occasione dell’affollata assemblea annuale che si è svolta il 22 febbraio 2015 presso il ristorante Lo-Lì di Cesano.

assemblea-2015-affc

Ago
03
2012

Federazione Nazionale Pronatura

Via Pastrengo 13
10128 Torino
Tel. 011.5096618
Fax 011.503155
E-mail: info@pro-natura.it

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA

Gli impegni del Ministro Mario Catania
in merito al nuovo Disegno di Legge sulla tutela dei suoli agricoli
Il Ministro Mario Catania in occasione dell’incontro “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla
cementificazione” ha rilasciato delle dichiarazioni estremamente importanti e impegnative in riferimento alla perdita di terreni agricoli.
“In un quadro come quello italiano, che da questo punto di vista non è assolutamente virtuoso, dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi” e ancora poco dopo: “La sottrazione di superfici alle coltivazioni abbatte la produzione agricola, ha un effetto nefasto sul paesaggio e, di conseguenza, sul turismo.”
Finalmente un Ministro della Repubblica che descrive la situazione drammatica della perdita di superficie agraria avvenuta negli ultimi decenni e che tutt’ora con la perdita di circa 100 ettari al giorno, procede in modo incessante.
L’avanzata del cemento, dell’asfalto, di nuove strutture industriali procede nonostante che la crisi
economica abbia di fatto rallentato fortemente il trend produttivo.
Sosteniamo in modo convinto le dichiarazioni del Ministro Mario Catania sulla necessità di interrompere la spirale perversa e devastante del consumo di territorio per riportare al centro della nostra attenzione non un nostalgico ritorno ad un mondo agricolo, ma iniziare un nuovo dialogo tra modernità, agricoltura e naturalità.
Il nostro Paese non possiede materie prime o ricchezze da cui attingere per tentare di uscire da una crisi che, come ormai tutti concordano, non può considerarsi limitata e contingente ma strutturale, conseguenza di un modello di crescita ormai difficilmente rattoppabile.
Le sole ricchezze su cui il nostro Paese può contare con certezza sono le straordinarie bellezze naturali che malgrado decenni di vandalismo ambientale non sono state completamente distrutte e deturpate.
Le nostre ricchezze risiedono ancora oggi nelle stesse bellezze che facevano del nostro Bel Paese uno dei luoghi più piacevolmente visitato negli ultimi secoli.
La storia di questo Paese ha fatto sì che si sviluppasse un connubio perfetto tra naturalità e “natura
artificiata” che sarebbe irresponsabile trascurare e dimenticare.
Il compito di una politica di gestione del territorio lungimirante dovrebbe esser quello di bloccare il suo consumo, ma anche di andare oltre, iniziando un recupero esteso di quelle aree degradate da strutture obsolete, da infrastrutture abbandonate, facendo apparire le nostre città assediate da una periferia urbana diffusa per restituirle alla fruizione pubblica e alla propria naturalità.
Le pregevoli dichiarazioni del Ministro speriamo trovino appoggio anche nella restante parte del Governo.
Siamo certi che l’applicazione di quanto dichiarato troverà non pochi ostacoli soprattutto da parte di coloro che hanno considerato per decenni le aree verdi e agricole un terreno da conquistare senza alcuna regola, ma avrà un convinto sostegno da gran parte della società civile.

30 luglio 2012                                                                                  Il Presidente

(Prof. Mauro Furlani)

Giu
07
2012

Comunicato della ProNatura che volentieri diffondiamo:

Lo abbiamo scritto più volte e non ci stancheremo di ripeterlo anche in occasione di questo tristissimo e drammatico avvenimento sismico, che ancora in queste ore sta mortificando il Territorio emiliano e le sue popolazioni, che la più grande e maestosa opera pubblica che si può concepire in Italia è quella della messa in sicurezza dei suoi cittadini, dei suoi manufatti storici e del territorio.Solo per ricordare gli eventi recenti, lo abbiamo sostenuto a proposito del terremoto dell’Aquila, lo abbiamo ripetuto a seguito delle alluvioni in Liguria e lo vogliamo riaffermare oggi. Non è più tollerabile che numerose vite umane, immensi patrimoni storici e interi tessuti produttivi e sociali, vadano perduti senza che nulla venga fatto per scongiurare il loro ripetersi in luoghi diversi, per cause differenti, ma resi ogni volta drammatici dall’incuria del territorio e dei suoi manufatti.

Vogliamo credere, per l’inguaribile visione positiva che ci assiste, che le parole del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini possano essere assunte come impegno programmatico. Se, come egli afferma, sarebbero necessari 15 anni per la messa in sicurezza del territorio, questa dovrebbe rappresentare la vera emergenza da affrontare e su cui far convergere le energie economiche intellettuali e lavorative di questo Paese.

Come può essere tollerabile che in un territorio interamente sismico, a parte la Sardegna e poche altre aree, vi siano strutture come quelle scolastiche di cui appena il 10% sono costruite con criteri antisismici?

Se osserviamo la realtà con maggiore realismo, saremmo tentati di archiviare le pur apprezzabili parole del Ministro con le troppe che in circostanze analoghe abbiamo ascoltato in passato.

Pur avendo grande rispetto e stima del Ministro Clini, accoglieremmo con maggiore fiducia le sue parole se questi impegni verbali fossero accompagnati da fatti concreti come quello di individuare delle priorità a discapito di altre.

Non possiamo certo considerare priorità le cosiddette grandi opere pubbliche, a partire dalla linea ad alta velocità Torino-Lione in Val di Susa, oppure il Ponte sullo Stretto di Messina che ancora incombe e drena risorse economiche ingenti, fino all’autostrada Orte-Mestre e molte altre.

Le parole del Ministro le accoglieremmo con ben altra fiducia se ad esse seguissero impegni concreti da parte del Governo in grado di distogliere fondi, ora impegnati in opere che riteniamo inutili, osteggiate dalle popolazioni locali oltre che devastanti dal punto di vista ambientale, destinando gli stessi fondi a quel risanamento ambientale e abitativo, di cui egli giustamente parla.

 

Il Presidente

Mauro Furlani

Nov
14
2011

L’ultimo viaggio della tartaruga di mare

Ieri, domenica 13 novembre, passeggiando sulla spiaggia del Lungomare di Ponente “Marina vecchia” a Senigallia, in direzione del ristorante “Il gatto e la volpe” abbiamo trovato sulla riva, una tartaruga di mare gigante, purtroppo morta.

Sappiamo che in passato altre tartarughe hanno raggiunto la costa, (l’ultima nel 2008) sempre vive però e in buone condizioni, tanto da riuscire a riprendere il largo e proseguire il loro percorso,
per questa tartaruga purtroppo, il suo ultimo viaggio è terminato a Senigallia.

Abbiamo scattato qualche foto, con l’intento di poter fornire a chi di dovere maggiori informazioni,

Come si può vedere la tartaruga presenta sul becco delle tracce di sangue.

Vista laterale della tartaruga di mare gigante, parti della corazza distaccate.

Dettaglio del carapace presenze di numerosi cirripedi sessili fino a 2 cm di diametro.

avremmo certamente preferito non assistere né farvi assistere ad un simile, triste spettacolo, ma abbiamo deciso di raccontarlo per due motivi importanti:

Il primo per lanciare un appello, condividendo e divulgando il fatto, nel tentativo di raggiungere esperti che ci aiutino a capire, quali possano essere state le cause della morte di questa tartaruga, un interrogativo importante per capire se l’animale sia morto per cause naturali come la vecchiaia o per cause molto più preoccupanti come l’inquinamento o l’incidente con qualche imbarcazione.
Da una prima occhiata, la testuggine non sembrava riportare ferite evidenti di lotta o di attacco da parte di predatori, però il suo stato era piuttosto malridotto come si può vedere dalle foto.

Dunque speriamo che con questo post, la notizia possa raggiungere l’opinione di esperti che ci possano aiutare a capire e abbiano voglia di condividere con noi le loro riflessioni.

Il secondo motivo invece è per segnalare che, purtroppo nel tentativo di avvisare le autorità competenti abbiamo perso inutilmente gran parte della mattinata.

Da prima abbiamo avvisato il comando dei vigili urbani al numero 071 6629288, abbiamo spiegato il problema (già questo sarebbe dovuto bastare per raccogliere la segnalazione ed intervenire) ma, nonostante l’estrema cortesia del vigile che ci ha risposto, siamo stati invitati a chiamare l’Ufficio Sanitario al numero 071 79091 (indicatoci dal vigile), entrando in un labirinto di centralini automatici che ci hanno fatto girare a vuoto per mezz’ora.

Così non si incoraggia di certo la partecipazione dei cittadini a contribuire nella cura e nel controllo dell’ambiente!

Nonostante la nostra buona volontà, non siamo quindi riusciti ad avvisare nessuno, perciò pubblichiamo qui la nostra richiesta inviando copia alla stampa locale, nella speranza che qualcuno in Comune o all’Ufficio Sanitario, leggendo questo articolo, consideri l’ipotesi di fare qualche cosa e avvantaggiarsi delle nostre indicazioni per intervenire e scoprire cosa abbia portato alla morte la povera tartaruga.

In caso servissero ulteriori informazioni
scriveteci a cesano@amicidellafoce.it

Andrea Abbati & Simona Venafro
Amici della Foce del Fiume Cesano

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