mar
22
2011

VOTA SI PER L’ACQUA BENE COMUNE, VOTA SI PER FERMARE IL NUCLEARE

26 marzo 2011

Ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale a Roma

VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE

SI’ per fermare il NUCLEARE, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa, o debba, invece, essere una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti, pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica, che riguardano l’esistenza collettiva dell’attuale generazione e di quelle future.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato al primo turno delle prossime elezioni amministrative e che prima del referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione. Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni, che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e hanno arricchito pochi gruppi finanziari, con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tutti immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutti assieme. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese ad una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i bei comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Scritto da Andrea & Simona in: eventi,Iniziative,Rassegna |
mar
15
2011

Il 150° dell’Unità D’ITALIA

Anche gli Amici della Foce del Fiume Cesano

desiderano ricordare e festeggiare

il 150° dell’Unità D’ITALIA

17 Marzo 2011

W L’Italia Unita, Democratica, Libera e Solidale !!!

per l’occasione hanno scelto di pubblicare il già noto ma sempre attuale il discorso di Calamandrei…

 DISCORSO DI PIETRO CALAMANDREI CHE TENNE IL 26 GENNAIO 1955 ALLA SOCIETA’ UMANITARIA DI MILANO DAVANTI AD UN FOLTO PUBBLICO DI STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI.

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.

E’ un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. “La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?”

Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigrati, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo emigrante impaurito domanda ad un marinaio: “Ma siamo in pericolo ? “ E questo dice: “Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda“. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda”. Quello dice: £Che me ne importa? Unn’è mica mio!”. Questo è l’indifferentismo alla politica.

E così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quanto incomincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.

In questa Costituzione c’è dentro la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

E quando io leggo nell’art. 2: “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale”; o quando leggo nell’art. 11 “L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!

O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della repubblica”, esercito di popolo, ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: “non è ammessa la pena di morte”, ma questo è Beccarla! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vista perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

Scritto da Andrea & Simona in: Rassegna | Tag:, ,
mar
06
2011

La pulizia del Pioppeto

I volontari dell’associazione Amici della Foce del Fiume Cesano, sabato 5 marzo, si sono recati nell’area del Pioppeto della Bruciata per effettuare la periodica pulizia del parco.

E’ stata occasione anche per compiere un sopraluogo nel fiume e verificare le situazioni critiche dell’alveo dopo l’inondazione dei giorni scorsi.

Il recente straripamento, a differenza dell’alluvione di qualche mese fa, dove le acque sono fuoriuscite nei pressi del ponte dell’A/14, questa volta ha colpito l’area a monte dell’Autostrada, tracimando proprio dove la ghiaia è ammassata al centro dell’alveo assieme ad una eccessiva vegetazione.

L’altro punto critico, che gli Amici della Foce segnalano, riguarda le vicine colline che da anni stanno cedendo, spesso prive di scoline e fossi collettori, così come di siepi o alberature che in passato garantivano la stabilità dei versanti. Un problema questo dell’acqua mista a fango, molto pericoloso, che ha già procurato non pochi danni a persone (con perdita di vite umane) ed attività economiche del nostro Paese.

Il problema idrogeologico, che riguarda tutta la nostra regione (a rischio circa il 90% del suolo), dove l’alta impermeabilizzazione (case, strade, capannoni, ecc.), l’abbandono delle campagne, l’incuria dei terreni e dei corsi d’acqua, dovrebbe rappresentare una vera e propria priorità, come gli Amici della Foce e molti altri denunciano da tantissimi anni.

Il nostro è un territorio fragile ed a rischio di calamità, ormai lo abbiamo sperimentato in più occasioni. Basta una pioggia abbondante per mettere in crisi il territorio e ritornare alla conta dei danni, interruzioni stradali, richieste di aiuto.

Di fronte a questo scenario speriamo che finalmente maturi la consapevolezza che bisogna approdare a un nuovo sistema di governo del territorio che preveda l’attivazione di presidi territoriali, l’ottimizzazione delle risorse umane, agricoltori, geologi, dottori agronomi e forestali, ingegneri, guardie forestali e polizia urbana (e rurale), coordinate da una regia in rete per il costante monitoraggio, e per il rispetto delle Leggi e delle regole esistenti a cominciare dal Codice stradale.

Occorre per tanto una politica che garantisca la manutenzione del territorio e che abbia anche la presunzione di voler dire che forse bisogna attuare un moderno piano delle opere di sistemazione idraulico forestale che abbracci l’intero territorio regionale.

L’auspicio dell’Associazione ambientalista è che finalmente si metti in atto il principio della prevenzione al posto delle solite enunciazioni post causa: lo “stato di calamità”, che spesso significa lasciare le cose come stanno o rattopparle con il rischio di gettare via ulteriori risorse.

IL DIRETTIVO

feb
26
2011

Comitato “VOTA SI per fermare il nucleare” su SPOT A FAVORE NUCLEARE BLOCCATO DAL GIURÌ:

“SUL NUCLEARE SI APRA UN DIBATTITO VERO E LIMPIDO”

Il Comitato “VOTA SI per fermare il nucleare” valuta positivamente la decisione del Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria che ha bloccato in quanto “ingannevole”  la messa in onda dello spot promosso dal Forum Nucleare. Il Comitato sottolinea che è in corso una campagna strisciante, mascherata da dibattito di tipo istituzionale e super partes, per disinformare il pubblico sul nucleare, mentre si tace e non si informano gli elettori sul fatto che entro giugno verranno chiamati a votare su un Referendum che chiede di bloccare i piani nucleari del Governo.  Secondo il Comitato, lo spot del Forum è solo la punta dell’iceberg, mentre molte sono le trasmissioni radiotelevisive in cui non esiste contradditorio e le posizioni contro il nucleare vengono presentate in modo fazioso e volutamente travisate.

I promotori del Comitato “VOTA SI per fermare il nucleare” ritengono necessario che questa situazione di squilibrio cessi subito, a cominciare dal servizio pubblico radiotelevisivo, e che anzi venga riequilibrata da un adeguato spazio concesso alle tesi, maggioritarie nel Paese, che considerano il nucleare una scelta anacronistica, sbagliata, dannosa per l’ambiente, la salute e l’economia.  Il Comitato chiede anche che gli elettori vengano da subito informati del prossimo svolgimento di un Referendum in materia.

Al Comitato che intende respingere, per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per imboccare con decisione, invece, la strada della nuova economia, aderiscono tra gli altri , ACLI – dipartimento Pace e Stili di vita, AIAB, Alternativa, Amici della Terra, ARCI, Arci  Servizio Civile, A Sud, AUSER, Comitato Si alle rinnovabili no al Nucleare, Costituente Ecologista, Ecologisti democratici, Eurosolar Italia, Fare Verde, Focsiv-Volontari nel mondo, Forum Ambientalista, FIOM, Greenpeace, L’altro Quotidiano, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Federazione nazionale Pro Natura, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rigas, Rivista Confronti, Slow Food, Terra! Onlus, VAS, WWF.

Scritto da Andrea & Simona in: Rassegna |
gen
05
2011

Grandi iniziative al Cesano

Il “Cesano Tenda” ha fatto il pieno con il Cenone di Capodanno. Un successo di partecipazione dei residenti e di amici. L’iniziativa era stata promossa dalle Associazioni locali tra le quali gli Amici della Foce del Fiume Cesano.

Fra le varie iniziative del ricco calendario (24 dicembre 2010-09 gennaio 2011) di manifestazioni pubbliche, nello specifico ricordiamo:

La serata dedicata alla 14° edizione di POESIA NEL SILENZIO (29 dicembre 2010).  Un pubblico appassionato ha assistito alla sequenza di bellissime poesie in lingua e molte altre in dialetto senigalliese che hanno caratterizzato il piacevole incontro. Particolarmente gradita la lettura e la rappresentazione teatrale di alcuni pezzi dialettali di Mauro Pierfederici, Peo e Quilly.

Hanno corredato la serata le musiche e la voce di David Berardi e di Fabio Ambrosiani, ricevendo appassionati applausi da parte del pubblico.

L’incontro sull’Oasi di San Gaudenzio (03 gennaio 2011), ha visto la partecipazione di un cospicuo numero di cittadini e di due quanlificati esperti in materia, Giorgio Sagrati e Niki Morganti, che hanno parlato del progetto e con una serie di bellissime immagini hanno evidenziato le bellezze naturali presenti nell’oasi. L’Oasi si trova nel territorio del Comune di Senigallia, attualmente è in fase di riconoscimento burocratico. E’di grande interesse geologico e di flora fossile, oltre che per la presenza di essenze vegetazionali e faunistiche rarissime o date per estinte. Era la cava di marna e argilla del vicino cementificio. Visto l’elevato valore storico e ambientale riconosciuto a livello nazionale (vedi il Museo Civico “G. Scarabelli” di Imola), le Associazioni ambientaliste locali, cessata l’attività estrattiva, si sono subito attivate per la salvaguardia dell’habitat ottenendo dopo molti anni un primo impegno da parte delle Istituzioni per il riconoscimento dell’oasi.

 

Responsabile: Marco Giardini
redazione Abbati&Venafro
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